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Imprese estere: interpello preventivo a tutela dell’investimento

A tutela degli investimenti che intendono effettuare del territorio dello Stato, le imprese estere possono presentare una preventiva istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate. È quanto prevede lo schema di decreto legislativo recante misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese, esaminato dal Consiglio dei Ministri del 21 aprile 2015. L’Agenzia delle Entrate ha 120 giorni per rendere risposta scritta e motivata, prorogabili di altri 90 se è necessario acquisire ulteriori informazioni. Il contenuto della risposta è vincolante per l’Amministrazione finanziaria e resta valido fino a quando non intervengano modifiche nelle circostanze di fatto e di diritto sulla base delle quali è stata resa o è stata desunta la risposta.

Le imprese che intendono effettuare investimenti nel territorio dello Stato di ammontare non inferiore a 30 milioni di euro, che abbiano significative e durature ricadute sul piano occupazionale, possono presentare all’Agenzia delle Entrate una preventiva istanza di interpello.Oggetto dell’istanza può essere:- il trattamento fiscale da riservare al loro piano di investimento;- le eventuali operazioni straordinarie che si ipotizza di porre in essere per la realizzazione del piano;- ove necessaria, la valutazione circa l’esistenza o meno di un’azienda;- la valutazione preventiva circa l’eventuale assenza di disposizioni antielusive;- l’accesso ad eventuali regimi o istituti previsti dall’ordinamento nazionale.In questo modo le imprese estere potranno mettere al riparo da possibili contestazioni da parte dell’erario sulle operazioni poste in essere.

di SASPI – Crowe Horwath